1931
La cena degli spazzacamini
La Fameja Bulgneisa offre una cena di beneficenza a una ventina di spazzacamini. Provenienti soprattutto dalle valli trentine e lombarde, i “diavoli neri” percorrono la città da novembre a marzo, armati di fascetto e saggina.
La sera dormono in una stalla di via Vezza, di giorno vivono per strada e fanno "ballotta" con i facchini di piazza Ravegnana.
Si dice che, assieme a loro, mangino i gatti randagi catturati al laccio durante la notte e cucinati allo spiedo sullo zoccolo della statua di San Petronio.
Nelle case bolognesi raccolgono la fuliggine, da cui si ricava concime e bistro, per venderla al mercato di Bergamo a 10 lire al quintale.
La tavolata della Fameja, nella sede di palazzo Pini Pallavicini in via San Felice, vuole essere un premio alla loro "paziente fatica": al termine della serata riceveranno anche uno scudo in regalo.
Fonti della notizia:
› consultaApprofondimenti:
- Guglielmo Bonuzzi, Una cena della "Famèja Bulgnèisa" agli spazzacamini, Bologna, Stabilimenti Poligrafici Riuniti, 1931
- Alessandro Molinari Pradelli, Bologna tra storia e osterie. Viaggio nelle tradizioni enogastronomiche petroniane, Bologna, Pendragon, 2001, pp. 87-88
- Alessandro Molinari Pradelli, Osterie e locande di Bologna. La grassa e la dotta in gloria della tavola: folclore, arte, musica e poesia nelle tradizioni contadine e gastronomiche della città felsinea, Roma, Newton Compton, 1980, pp. 139-141
- Athos Vianelli, Bologna tradizionale, Bologna, Guidicini e Rosa, 1978, pp. 180-182